Antonio Decaro su Vieni a viaggiare in Puglia: “La Puglia e Bari tra le location più ambite dai produttori italiani, anche grazie allo straordinario lavoro di Apulia Film Commission”. Confermata la seconda stagione di “Lolita Lobosco”, il sindaco ammette: “Non sono bravo a cucinare, ma con la Ranieri lo farei”. 

Lo abbiamo visto in stile sceriffo difendere la sua Bari dai “cattivi” che, lo scorso anno in piena pandemia, non ne volevano sapere di stare a casa. E lo vediamo ancora, ogni giorno, sui suoi profili social, esaltare la sua terra.

Lo ha fatto anche in occasione della puntata 1 della fiction “Le indagini di Lolita Lobosco” girata a Bari, e dintorni. Un sindaco e un barese orgoglioso di mostrare sul suo profilo Facebook i primi frame andati in onda su Rai1.

Se non avesse “qualcosa” di più importante da fare, come amministrare la sua città e presiedere l’associazione che riunisce i suoi colleghi di tutta Italia, lo vedremmo bene nei panni di uno dei poliziotti della “vicequestore” Lolita.

Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente dell’associazione nazionale comuni d’Italia, tra i “primi cittadini” più amati anche fuori dalla sua terra, icona pop di una nuova generazione di amministratori che non va tanto per il sottile quando c’è da combattere per le regole, racconta di sé e della meglio Bari su Vieni a viaggiare in Puglia dopo il successo di “Lolita Lobosco”.

Una battuta sull’ambizione di cucinare gli spaghetti all’assassina con l’attrice Luisa Ranieri. La consapevolezza di quanto sia stato importante il contributo di Apulia Film Commission negli anni per attrarre in Puglia i grandi registi e sceneggiatori italiani. E tanto altro nella lunga intervista a cui Decaro si lascia andare.

I miei colleghi italiani? Tutti incantati da questa splendida terra. E quando finirà questa emergenza sanitaria sono certo che il pubblico vorrà anche venire in Puglia a scoprire quello che la tv esalta. Vince la Puglia” dice il sindaco che, come tutti i pugliesi, gioisce alla notizia che la produzione ha confermato la seconda stagione di una delle fiction più seguite del 2021. 

Ed è proprio grazie all’importante finanziamento di Apulia Film Commission. Ben 5 milioni di euro per seconda stagione della fiction di Rai1. Restano ancora quattro romanzi da sceneggiare. Ma non si parla solo della fiction di Luisa Ranieri: anche tanti altri progetti sono in cantiere, e tra questi anche “Il medico della mala”, che segna il ritorno alla regia di Cinzia TH Torrini e “L’uomo dal fiore in bocca” di Gabriele Lavia.

“Da oltre dieci anni la Puglia e la città di Bari, anche grazie allo straordinario lavoro di Apulia Film Commission, sono diventate una delle location più ambite dai produttori e dai registi italiani, ma non solo. Nel caso dei romanzi dell’autrice delle Indagini di Lolita Lobosco, Gabriella Genisi, la scelta era quasi obbligata, trattandosi di vicende ambientate proprio a Bari” spiega Decaro.

Tra esaltazione della “baresità” e riscatto femminile, la Ranieri interpreta una vicequestore alle prese con molteplici casi di omicidi sullo sfondo di una regione che ha fatto del marketing territoriale uno di punti focali della promozione.

Ma la fiction della Rai, dal 21 febbraio al 14 marzo scorsi, ha accesso i riflettori non solo sulla città di Bari, ma sulla Puglia in generale, e lo ha fatto esaltandone le bellezze più di ogni altra cosa. E a riprova di ciò ci sono i feedback dei colleghi di Decaro, i sindaci degli altri comuni d’Italia.

Già durante la prima puntata di Lolita Lobosco ho ricevuto decine di messaggi da sindaci di tutta Italia incantati dalla bellezza delle immagini della nostra città: i vicoli, il mare, la luce e i colori di Bari hanno colpito nel segno” conferma il sindaco di Bari.

Seppur la fiction sia stata girata in uno dei periodi più bui del nostro Paese, e non solo, il suo successo e la riconferma sono la dimostrazione che l’Italia non si è mai voluta fermare e che la Puglia non ha mai perso il suo incredibile appeal sul pubblico.

Si preannuncia una seconda estate di turismo di prossimità, cosa che finalmente darà alla regione il riconoscimento del turismo nazionale, oltre a quello internazionale che nel nostro territorio è spopolato negli ultimi anni.

“Da tempo la Puglia e Bari sono entrate nell’immaginario collettivo, come dimostrano i dati precedenti alla pandemia, che ci raccontavano di un turismo in crescita costante, dall’Italia e dall’estero, attratto dall’esperienza Puglia nel suo complesso: il mare, le città d’arte, i centri storici, il paesaggio rurale, la natura e l’enogastronomia. Spero che, una volta superata l’emergenza sanitaria, si possa riprendere da dove ci siamo fermati, e in questo senso confido che il pubblico che ha amato questa fiction vorrà conoscere da vicino la nostra bellissima terra” è l’augurio del sindaco.

Certo è che tornando alla fiction, i protagonisti de “Le indagini di Lolita Lobosco”, nel romanzo come in tv, sono un tripudio di “baresità”, dalle descrizioni della tradizione culturale alle immagini.

Ma secondo Decaro questi sono riusciti a dare il giusto riconoscimento all’identità territoriale?

Dopo la prima puntata, sui social come sulla stampa si è aperto un dibattito particolarmente vivace tra i detrattori e gli entusiasti, a riprova del fatto che il concetto di identità non è un dato acquisito e che la “baresità” ha tante sfaccettature che ognuno declina secondo la propria sensibilità e la propria esperienza“.

E, infatti, come sempre accade quando si ha successo, qualcuno ha polemizzato su questioni come l’accento non troppo barese, ma la verità è che in questo momento storico, in cui non si può viaggiare, la città di Bari e la Puglia è entrata, e ora possiamo dire rientrerà, nelle case di tutti gli italiani. E alla domanda se sarà capace questa fiction di invogliare gli italiani a “venire a viaggiare in Puglia” Antonio Decaro non ha dubbi, la risposta è “sì”, se mai ce ne fosse bisogno. 

“Anche grazie a politiche di marketing territoriale intelligenti, credo che chi sceglie di venire in Puglia lo faccia in base a una serie di suggestioni che contemplano non una singola località ma piuttosto dei percorsi tematici” dice Decaro, e infatti a questo proposito, ormai è noto che la fiction è stata girata in diverse città pugliesi, seppur le puntate erano ambientate in una Bari “altra”.

Come nel caso del ristorante dove si ambientava la puntata “Spaghetti all’assassina”, che nello specifico è Putignano. Un onore, resti inteso, per tutta la Puglia essere tanto bella tutta, ma vogliamo anche (nel nostro piccolo, chiacchierando con il primo cittadino) rendere omaggio di visibilità anche agli altri comuni scelti e non palesemente menzionati.

“Negli ultimi anni Bari è stata location di diverse produzioni che raccontavano altri sud, ma questo non toglie nulla, a mio parere, all’interesse che da anni si sta concentrando sulla nostra città e sulla regione nel suo complesso. Come dicevo, chi sceglie di venire in Puglia lo fa in base a suggestioni che contemplano non una singola località ma piuttosto dei percorsi tematici: che sia l’architettura – il romanico, il barocco, la pietra dei trulli –  il paesaggio – il mare, il sistema delle lame e delle gravine, la campagna, le aree protette –  l’enogastronomia, il turismo religioso, la movida e i locali più in voga, o ancora le dimore esclusive, di fatto è il sistema Puglia che vince”.

Beh, e a tal proposito non potevamo esimerci dal commentare uno degli episodi più chiacchierati e rappresentativi della barestà: “Spaghetti all’assassina”. 

La puntata ha spopolato così tanto che ha riportato il piatto (non tradizionale in senso stretto, ma sicuramente unico nella tipicità della gastronomia barese) sulla bocca di tutti i cultori dell’arte culinaria, sulle pagine delle testate giornalistiche di settore e non, nelle discussioni accese tra gastronomi (pro e contro le svariate ricette, anche accademiche).

Ma soprattutto sulla tavola, e nella bocca, di tantissimi italiani.

E qui, consentiteci, le domande al sindaco, che abbiamo visto ai fornelli (appunto) alla corte del gastronomo barese Sandro Romano, nell’acclamatissimo format “Sindaci ai fornelli”, vanno anche sul personale.

A parte l’importanza istituzionale dell’arte e cultura gastronomica della nostra terra, noi vogliamo sapere se Decaro li sa fare questi spaghetti all’assassina?

Che dire? I sapori e i profumi di una terra sono un elemento imprescindibile del viaggio inteso come conoscenza, e su questo permettetemi di essere un fervido campanilista: la Puglia è una delle regioni italiane in cui si mangia e si beve meglio, anche grazie a una filiera agroalimentare straordinaria in cui qualità ed esperienza vanno a braccetto. Però, quanto a me, non sono un talento ai fornelli, ma sfido chiunque a dire che non sono un’ottima forchetta. Poi, gli spaghetti all’assassina sono il mio piatto preferito, anche se ahimè non so cucinarli. Mi proporrei, però, volentieri per partecipare a un corso per imparare in compagnia di Luisa Ranieri” e siamo certi che ci sarebbe la fila, sindaco. Per lei e per la Ranieri.