Hanno scritto al Governo e alle Regioni i microbirrifici artigianali Di Puglia, Basilicata e Calabria, per richiedere attenzione alla loro particolare questione economica e una proroga di un anno all’istallazione obbligatoria del nuovo contalitri per la verifica della produzione del mosto.

Oltre che un proprio codice Ateco distinto della produzione industriale di birra.

Hanno indirizzato la loro lettera di denuncia al Presidente Conte e ai Ministri Turco, e i sottosegretari Liuzzi, Manzella, Morani, Todde, L’Abbate e Guerra, nonché alla XIII Commissione Parlamentare Agricoltura e ai presidenti delle rispettive Regioni e assessori.

La lettera è sottoscritta e firmata da diversi birrifici della Puglia, Basilicata e Calabria.

Ma la situazione è simile in tutta Italia.

“È noto a tutti la situazione economica del momento dovuta alla pandemia in corso che sta portando molte realtà sull’orlo del baratro –  scrivono -. I birrifici artigianali sono stati investiti in pieno dalle conseguenze dei provvedimenti adottati che, pur non essendo direttamente coinvolti nelle chiusure imposte, hanno visto ridurre drasticamente i loro clienti che sono principalmente pub e attività di ristorazione”.

A peggiorare la situazione, secondo la denuncia, la categoria non sarebbe contemplata tra le attività comprese nei ristori subendo maggiormente i vari lockdown susseguiti in questi mesi: l’onere della sopravvivenza è ricaduto praticamente su sé stessi, dicono.

Il Decreto del 4 Giugno 2019 sulla “semplificazione dei microbirrifici” impone, a partire dal 31/12/2020, l’installazione di un contalitri all’uopo del contatore energetico per la verifica del mosto prodotto.

Si tratta di uno strumento molto costoso: intorno agli 8.000 euro, più 700/800 euro per l’installazione, fanno sapere i produttori.

“Si tratta di uno strumento molto costoso e che, a nostro parare, non apporta alcun beneficio all’accertamento dell’accisa rispetto al misuratore attualmente in uso. Anzi, ci costringe a un esborso economico che, nella situazione attuale, risulta realmente difficile da attuare” spiega il portavoce del movimento Davide Allegretti del Birrificio Artigianale Eclipse – San Giorgio Jonico (TA).

“Questa è l’ennesima tegola su un settore già provato dalla crisi economica dovuta allo stop delle attività in questo periodo di lockdown. Come produttori di birra possiamo continuare a lavorare, alla stregua di grandi imprese che, però, vendono nella GDO. La nostra nicchia di distribuzione sono i pub, i ristoranti e quel poco che vendiamo al dettaglio, ma è evidente che la chiusura dei locali ha messo in ginocchio anche la nostra economia” aggiunge.

“La conseguenza di tutto ciò è che le produzioni di diversi birrifici sono necessariamente ferme con conseguenze disastrose per il proseguimento dell’attività – fanno sapere i birrifici che sensibilità verso il settore -. Chiediamo, quindi, che chiunque sia sensibile a un pezzo di realtà produttiva del Paese prenda a cuore una piccola ma significativa istanza da parte del movimento brassicolo, sollevando i microbirrifici artigianali dall’obbligo di installazione del contalitri in modo da poter riprendere la produzione. In alternativa chiediamo la proroga dell’installazione al 31/12/2021 per verificare l’effettiva utilità del contalitri in oggetto” conclude.

“Si stima una perdita del fatturato che si aggira intorno al 90/95 per cento. Io ho giusto venduto qualche bottiglia ai miei clienti di passaggio nel periodo natalizio, e faccio spedizioni a chi me le chiede attraverso le mie pagine facebook e via mail sul mio sito, ma rischio la chiusura, perché continuo a pagare canoni di affitto, tasse, e solo per tenere attive le macchine spendo circa 1000 euro al mese. Non rientro nei costi. Inoltre, dal 1° gennaio siamo fermi per l’entrata in vigore del decreto che obbliga all’istallazione di questo contalitri” aggiunge il birraio Carlo Ancona del birrificio biologico Gruit di Brindisi.     .

“E non vi sarebbe chiarezza circa le caratteristiche che tale contalitri dovrebbe avere, con il rischio di acquistare contalitri che, in sede di verifica dell’Agenzia delle Dogane, non vengano approvati – dicono dal movimento – e non apporta alcun beneficio all’accertamento dell’accisa rispetto al misuratore attualmente in uso. Anzi, ci costringe a un esborso economico che, nella situazione attuale, risulta realmente difficile da attuare” denunciano nella missiva al Governo i birrai.

Pare che le Agenzie delle Dogane provinciali attendano ancora indicazioni in merito alle tipologie di contatori da installare.

Ecco perché da un lato si chiede di poter prorogare l’obbligo di installazione del contralitri, e dall’altro si solleva nuovamente la questione della differenziazione tra produzione artigianale e produzione industriale. Il movimento, ora, chiede anche un codice Ateco specifico.

La questione è stata presa in carico da Confesercenti sezione di Brindisi che si farà promotrice dell’istanza sui tavoli tecnici di settore. “Organizzeremo una riunione in Confesercenti: hanno ragione da vendere. In un momento di emergenza quale quello che stiamo vivendo, il contalitri non è applicabile. Ci batteremo perché venga rinviato a momenti migliori” è la promessa di Michele Piccirillo.

L’idea dei 30 è quella di costituirsi in associazione nazionale.

Ecco i firmatari

Questi i firmatari:

Aleph Microbirrificio – San Pancrazio Salentino (BR)

Baff beer – Lecce

Birra del Console – Monopoli (BA)

BirrApulia – Ostuni (BR)

Birrificio 7 Colli – Castrolibero (CS)

Birrificio Artigianale Altamurano – Altamura (BA)

Birrificio Artigianale I Peuceti – Bitonto (BA)

Birrificio Artigianale Eclipse – San Giorgio Jonico (TA)

Birrificio Bari – Bari (BA)

Birrificio Birfoot – Matera

Birrificio Brewnerd – Ferrandina (MT)

Birrificio Calènder – Tuglie (LE)

Birrificio Castel del Monte – Ruvo di Puglia (Ba)

Birrificio degli Ostuni – Poggiorsini (BA)

Gruit Birrificio Artigianale – Brindisi

Birrificio del Gargano – Carpino (FG)

Birrificio DemiBeer – San Pancrazio Salentino (BR)

Birrificio Ebers – Racale (LE)

Birrificio Federico II – Oria (BR)

Birrificio il Caduceo – Carosino (TA)

Birrificio J4 – Caulonia (RC)

Birrificio Montalto – Pietramontecorvino (FG)

Birrificio Palmisano – Crispiano (TA)

Birrificio Reggino – Reggio Calabria (RC)

Lieviteria – Castellana Grotte (BA)

Birrificio OBL – Lamezia Terme (Cz)

Birrificio Gladium – Zagarise (CZ)

OLD 476 – Galatina (LE) 

Birrificio Lametus – Lamezia Terme (Cz)

Birrificio Limen – Siderno (RC)